An italian conversation with Matete Martini

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| AN ITALIAN CONVERSATION WITH MATETE MARTINI |

Abbiamo avuto il piacere di passare una giornata con l’artista emergente Matete Martini nel suo splendio atelier. L’odore di colori ad olio, solventi e vernici pervade l’ambiente, l’arredo ecleticco, sofisticato ed eccentrico ci ha trasportati immediatamente nel suo mondo. Ci siamo subito riconosciuti nelle sue opere, nel suo modo di comunicaree di vestire; è stato, quindi, inevitabile per noi cogliere l’occasione per connettere AGARW-ŪD a MATETE. Tra un cambio d’abito e l’altro l’abbiamo intervistata per voi, perchè ciò che è bello va conosciuto e condiviso!

Ladies & Gentleman
Matete Martini

Photoshooting a cura di ELISA MORO

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Perchè “MATETE”?

“Avevo 16 anni o poco meno quando ho aperto il blog, volevo radunare tutte la street photography, gli screen dei film, qualche scritto, cose che ora sono normali nei social ma al tempo non lo erano. Così ho pensato che era il contenuto del la mia testa, “ma tete”, la mia testa tutto quello che frulla in un cervello creativo e senza filtri.”

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Chi è MATETE martini?

“Oggi sono un artigiana, un inventore, che crede nei progetti nelle collaborazioni e che lavora trasversalmente nel mondo della pittura, interagendo con altri settori, teatro, moda, cinema. Oggi Matete sono io, e porto avanti una missione, quella di riportare il figurativo con cui ho iniziato a sette anni e che ho sviluppato in tanti anni di lavoro, sempre in eterno cambiamento.”

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Da dove viene l’ispirazione per i tuoi quadri?

“De Chirico, futurismo e Duchamp con il nudo che scende e scale, i pionieri dell’arte moderna ma, in realtà, anche dalla vita di ogni giorno, il mio vero studio, sono i caffè, belli o brutti, ma luoghi pubblici dove si può bere una tazza calda un bicchiere di vino e fumare una sigaretta…”

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Cosa pensi dell’aggettivo “femminile”/”maschile”?
ha senso questa distinzione secondo te?

C’è un opera che ho da poco venduto, si chiama “HALFMAN”, la sintesi, o comunque una delle prime opere che hanno segnato tutta la mia produzione e continuerà a farlo. Siamo tutti mezze donne e mezzi uomini, la femminilità è un aggettivo di graziato “vivere” che può vestire perfettamente anche un uomo mascherandolo con una fermezza maschile ed un portamento “testosteronico”. Nessun essere umano offre una pura razionale “mascolinità” o “femminilità”.

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SO CHE AMI, DA SEMPRE, L’ABBIGLIAMENTO MASCHILE! PENSI CHE SIA POSSIBILE, OGGI, DIRE CHE UNA DONNA SIA TOTALMENTE LIBERA DI INDOSSARE ABITI MASCHILI SENZA ESSERE IN QUALCHE MODO GIUDICATA? COME VIENE VISTA UNA DONNA CHE NON HA PAURA DI INDOSSARE IL SUO LATO MASCHILE?

Prima che scoppiasse questa tendenza io l’ho sempre fatto! Penso che i miei genitori, alcuni anni fa, quando ero solo una adolescente; abbiano dubitato del mio orientamento sessuale. Non perchè io ci abbia visto tanto prima, ora è tutto diventato rapidamente una moda ma, ha sempre fatto parte di me, come per custodire la mia parte maschile. Qualche volta tendevo a lasciare a casa la borsa, amo le borse ma, spesso le mani le tengo in tasca, una gestualità tipicamente maschile, mi ha sempre messo più a mio agio della borsa per quanto sia un oggetto magnifico ma, dal mio punto di vista, sorpassato. Sono abituata a vestire con pantaloni e giacche da uomo, sono sempre state la mia prima scelta. Il massimo per me è un doppio petto e un bel pantalone a vita alta, possibilmente gessato, taglio dritto, niente malleolo a vista, è il male contemporaneo! In caso vi sentiate poco femminili investite sui gioielli, se invece vi sentite poco maschili, ordinate un buon drink secco e liscio, la brodaglia è per le femminucce!

| AN ITALIAN CONVERSATION WITH MATETE MARTINI |

Photographer ELISA MORO
www.elisamoro.com
Model/Artist FRANCESCA MARTINI
www.matetemartini.com
Outfit by AGARW-ŪD
SS’20 COLLECTION